Consigli per scegliere bene

Non è semplice progettare e costruire un sistema fotovoltaico o microeolico perché ogni impianto è diverso dall'altro e deve adattarsi bene ai consumi della particolare utenza. Scegliere la miglior soluzione tecnica, economica, ambientale ed estetica al variare di una miriade di parametri è dunque un'operazione delicata: occorrono notevoli competenze non solo progettuali (energetiche, meccaniche ed elettriche) ma anche normative, giuridiche ed economico-finanziarie. A chi affidarsi? Di marche di pannelli ed inverter ne esistono poi davvero tante, cosiccome di aziende che forniscono diversi servizi e proposte. Come districarsi in questa giungla? Ecco i consigli che SOL si sente di dare a voi utenti e (si spera) potenziali clienti.

Ditta artigiana locale o grande multinazionale che propone kit standard?

Un impianto a fonte rinnovabile è essenzialmente un vestito su misura che va adattato alla singola utenza, dunque bisogna diffidare in generale di chi propone soluzioni standard con pacchetti uguali per tutti.

Come riconoscere una ditta di qualità?

Ad esempio chiedendo pareri ed opinioni a chi già ha usufruito dei servizi di quell'impresa, ma anche verificando l'esperienza e la competenza sia progettista che dei tecnici installatori, facendo domande e chiedendo spiegazioni ai preventivi ricevuti. Una ditta di qualità effettua sempre sopralluoghi accurati, studia i consumi energetici attuali dell'utenza ed ipotizza quelli futuri, analizza sempre le ombre presenti. Non punta a realizzare l'impianto più grande per maggior guadagno, ma l'impianto migliore per il cliente. Cura i dettagli e la bellezza estetica del lavoro, a costo di allungare i tempi d'installazione. Il più delle volte offre servizi chiavi in mano avendo tutte le competenze interne e personale assunto non cottimista. Una ditta di qualità fornisce inoltre sempre un rigoroso e realistico business plan (possibilmente "attualizzato") con i principali indicatori economici dell'investimento effettuato, come il VAN (Valore Attuale Netto), il TIR (Tasso Interno di Rendimento), il TRA (Tempo di Ritorno Attualizzato), il ROI (in inglese Return On Investment). E soprattutto lo sa spiegare in modo semplice, fornendo diversi scenari possibili al variare dei parametri inseriti. Tutto ciò è indice di competenza, non solo tecnico-scientifica ma anche economico-finanziaria. Una ditta di qualità è soprattutto onesta: se il sistema d'accumulo a voi non conviene, state pur sicuri che ve lo dirà, senza convincervi a tutti i costi del contrario, magari sottoponendovi un business plan eccessivamente ottimistico con alti guadagni e percentuali di autoconsumo spropositate prossime all'80-90%: semplicemente utopia.

Pannelli fotovoltaici: marca famosa uguale qualità?

In generale sì, ed i costi ne risentono, come ad esempio nel caso dei moduli Q.Cells (utilizzati da SOL) di fabbricazione tedesca e coreana. Ma esistono marche meno famose ma egualmente ottime come l'italiana Sunerg di Città di Castello. Occorre tener presente in fase di preventivo che un pannello di marca sconosciuta cinese può arrivare a costare alla ditta che lo propone anche quasi la metà rispetto ad altro di ottima qualità. Tenetene sempre conto quando confrontate diversi preventivi.

Come scegliere un ottimo inverter per il proprio impianto?

Il vero cuore dell'impianto fotovoltaico è costituito dall'inverter, il dispositivo che consente di interfacciare correttamente il campo in corrente continua con la rete in corrente alternata, gestendo eventualmente, se ibrido, anche i flussi tra fotovoltaico, utenza, batterie e rete: la sua scelta, le sue caratteristiche elettriche ed il luogo di posizionamento devono esser accurate per preservare la delicata elettronica garantendo al sistema una vita lunga e produttiva. Ideale sarà montarlo in un posto sempre fresco, asciutto, ventilato, riparato dal sole e dalla pioggia. Ottime marche di inverter sono Fimer, Zucchetti, Kostal, SMA, Fronius, SolarEdge, Q.Cells etc... Occorre però tener presente che non basta avere ottime marche di pannelli ed inverter per aver un sistema eccellente con grande producibilità elettrica annua perché se questi sono accoppiati elettricamente male, funzioneranno pessimamente! La differenza sarà sempre fatta dalla competenza del progettista e della ditta installatrice. La principale causa di guasto all'elettronica dell'inverter è costituita dalle sovratensioni di origine atmosferica: queste possono esser ridotte oltreché con l'utilizzo di scaricatori di sovratensione, anche mediante opportuni cablaggi delle stringhe (ad esempio con anelli ad induzione inversa), tubazioni metalliche, cavi stretti e paralleli o anche intrecciati...

Il peggior nemico di un impianto fotovoltaico? Le ombre, anche piccole!

Semplificando al massimo, un impianto fotovoltaico è essenzialmente una serie elettrica di pannelli i quali a loro volta sono una serie elettrica di piccole celle fotovoltaiche. Questo significa che una piccola ombra su una piccola porzione di un singolo pannello può bloccare l'intera produzione di tutta la stringa, anche se il 99% di questa è tutta esposta al sole. In sostanza, la piccola zona in ombra si comporta come una singola strozzatura in un tubo d'acqua di grossa sezione e portata. Il progettista dovrebbe quindi sempre effettuare un'attenta analisi delle ombre presenti (sia puntuali che clinometriche), perché queste, se presenti e non eliminabili, possono rendere l'installazione sconsigliabile, antieconomica ed addirittura pericolosa (a causa di fenomeni di “hot-spot”). Nella maggior parte dei casi comunque, le ombre possono esser minimizzate mediante numerosi accorgimenti in fase di montaggio, come ad esempio un opportuno cablaggio delle stringhe da collegare a distinti MPPT dell'inverter, posizionamento di pannelli nei luoghi meno penalizzanti in orizzontale o verticale, utilizzo di pannelli half-cut, eventuale utilizzo di ottimizzatori di potenza, abbassamento della taglia impianto etc...

Prezzo alto per ricercare qualità oppure basso per rapido rientro economico?

Né l'uno né l'altro. Prezzo alto non sempre vuol dire alta qualità: a volte nasconde anche un'eccessiva speculazione da parte dell'azienda ed in tal caso i tempi di rientro economico dall'investimento si allungherebbero. A maggior ragione occorre far attenzione a prezzi troppo bassi, perché ciò significa inevitabilmente approssimazione progettuale, materiali scadenti ed installazione frettolosa. Spendere poco all’inizio spesso vuol dire spendere successivamente per manutenzione e guasti: un impianto fotovoltaico deve lavorare più di 20 anni nelle peggiori condizioni climatiche ed ambientali (sole, vento, neve, freddo intenso, gelo e caldo estremo, salsedine, smog...), dunque la qualità dei materiali offerti e ovviamente la competenza dell’impresa che li istallerà deve esser massima se si vuole lunga vita operativa dell’impianto, certezza del tempo di rientro e manutenzione zero. Il prezzo deve esser giusto, con un guadagno dell'impresa onesto e soddisfacente per ambo le parti.

L'accumulo mi renderà energeticamente indipendente?

Assolutamente no, al massimo potrà aumentare la percentuale di autoconsumo, ma a caro prezzo. Se siete un'utenza domestica e l'impianto è perfettamente tarato sui vostri consumi, è realistico supporre di poter passare da un 30% ad un massimo di 60-65% della quota di energia autoconsumata, non di più. Ulteriori incrementi della capacità di accumulo non comportano mai sostanziali miglioramenti della situazione, se non un maggior esborso economico non giustificato e non giustificabile.

Come si fissano i moduli fotovoltaici?

Chiedete sempre alla ditta installatrice come ha intenzione di fissare i moduli fotovoltaici nel sito scelto, sia esso tetto a falda con coppi o tegole, lastrico solare con guaina, tetto debolmente inclinato in lamiera grecata etc... La struttura di sostegno deve esser sempre opportunamente calcolata secondo le normative di settore per resistere alle spinte di vento e neve. Vanno evitati accoppiamenti galvanici sbagliati tra metalli diversi e ridotti al massimo i fenomeni corrosivi; tutte cose che solo un occhio attento ed esperto può vedere. Ad esempio, si utilizzeranno barre in alluminio o in acciaio zincato? Perché? Ancorate come? La zincatura se presente, è a caldo (consigliabile) o sendzmir (sconsigliabile)? Non bisogna aver paura della foratura delle tegole nei tetti a falda o della guaina su lastrico solare, ma questa è sempre un'operazione particolarmente delicata che deve esser fatta da mani esperte, con grande precisione, meticolosità e padronanza del mestiere per durare nel tempo e scongiurare assolutamente ogni pericolo di infiltrazioni future. Nel caso di istallazione complanare su tetto a falda, è importante anche distanziare opportunamente i pannelli dalle tegole per permettere una migliore aerazione e circolazione di aria: le prestazioni dei moduli si riducono all’aumentare della loro temperatura. Andrebbero evitati pertanto i cosiddetti impianti “totalmente integrati”. Attenzione poi alle zavorre su lastrico solare! Sono un'arma a doppio taglio: se da un lato facilitano l'installazione, riducono i tempi ed evitano di compromettere l'impermeabilizzazione del sito, dall'altro caricano il solaio di peso addizionale che può arrivare addirittura ad esser pericoloso per la statica dell'edificio. I pannelli sono tipicamente fissati alle barre di sostegno mediante dei morsetti (centrali e terminali). E' opportuno però prevedere per sicurezza anche uno o due punti di fissaggio mediante bullone nelle asole predisposte della cornice d'alluminio (che oltretutto fungono anche da messa a terra del modulo).

Non preoccupatevi soltanto della marca di pannelli ed inverter!

Un impianto solare fotovoltaico è infatti composto da molto, molto altro! Ad esempio le strutture di sostegno e di fissaggio, spesso trascurate ed invece estremamente importanti, anche perché costituiscono quasi sempre un'importante voce di costo. I cavi elettrici lato DC ed AC devono rispettare le normative di settore; in entrambi i casi la loro sezione deve esser ben calcolata, anche per minimizzare le perdite ohmiche che causano perdite di rendita economica. Anche se questi cavi sono adatti per lavorare all'esterno, è sempre meglio farli correre al riparo da sole ed acqua in tubazioni opportunamente calcolate. Allo stesso modo, le connessioni Multicontact MC4 tra i pannelli, nonostante siano IP67, quando esposte, andrebbero addirittura nastrate con autoagglomerante, ad ulteriore garanzia della tenuta stagna ed onde prevenire perdite di isolamento che manderebbero in blocco l’inverter. La quadristica deve esser adatta al luogo d'installazione, cosiccome tubazioni e guaine, metalliche ove possibile. E poi ci sono i dispositivi di manovra, sezionamento e protezione che devono essere di primaria marca, ben calcolati e correttamente installati. Gli scaricatori di sovratensione, piuttosto costosi, sono indispensabili per garantire lunga vita all'inverter: essi sono da posizionare (e bene) tanto nel lato DC quanto nel lato AC. Assolutamente consigliabili sono primarie marche come Zotup e Dehn. Se non integrato nell'inverter, è bene sempre prevedere un datalogger esterno per il monitoraggio da remoto della produzione elettrica.

Posso rinunciare al gas con l'impianto fotovoltaico?

Le nuove abitazioni in fase di costruzione, ove possibile, dovrebbero sempre tentare di rinunciare all'allaccio del gas metano (per questione di costi e sicurezza), prevedendo un impianto fotovoltaico sovradimensionato (spesso da 6 KW, il massimo possibile monofase) a supporto di un'abitazione tutta elettrica (piastre ad induzione in cucina e riscaldamento a pavimento a bassa temperatura alimentato da pompa di calore aria-acqua che provvede anche all'acqua calda sanitaria ad alta temperatura). Le abitazioni esistenti invece, potranno realisticamente ambire all'emancipazione dal gas solo se già possiedono un sistema di riscaldamento a pavimento a bassa temperatura.

Affidatevi alla ditta SOL: per voi realizzeremo il miglior impianto possibile con i migliori materiali italiani ed europei che il mercato può offrire. Con grande meticolosità, estrema competenza e particolare cura dei dettagli. Metteteci alla prova!